Titolo: “ADHD” o incompleti processi evocativi? “Iperattività” pedagogica nel tempo e nello spazio
Autori: Annamaria Barbieri, Ermanno Tarracchini
Come citare: Barbieri, A., & Tarracchini, E. (2025). Educazione alle relazioni e ai sentimenti come sfondo integratore dell’apprendimento. Quaderni di Pedagogia e Pratiche Educative, 1(2). https://www.quadernidipedagogia.it/educazione-alle-relazioni-e-ai-sentimenti-come-sfondo-integratore-dellapprendimento/
Sintesi: La mancanza di vera attenzione, rispetto ed ascolto del mondo adulto, (sia esso genitore, pedagogista od insegnante) unita alla mancanza di conoscenze neuropedagogiche sull’attività mentale da parte dei docenti, causa delle problematiche nei processi di insegnamento-apprendimento che, se non riconosciute e non affrontate vengono etichettate, nei giovani, con lo stigma di iperattività e deficit di attenzione (ADHD), senza considerare le responsabilità della scuola e del mondo degli adulti più in generale.
La soluzione non è la chimica e neppure la psicoterapia: perché questi bambini non hanno bisogno di etichette ed interventi clinici, che li patologizzano, convincendoli ad accettare il ruolo di malati mentali e che, inoltre, li separano dagli altri ma, al contrario, hanno bisogno di inclusione, di attenzione pedagogica, hanno bisogno di un’autorevolezza affettivamente calda da parte degli adulti. Da parte della scuola inoltre, occorrono strategie neuropedagogiche mirate, ossia strategie che, agendo rigorosamente a livello dell’attività mentale del giovane, mettono in atto una “gestione” della cosiddetta “iperattività nel tempo e nello spazio mentali”. Una modalità che promuovendo la coscientizzazione delle personali modalità di pensiero evocativo permette ai bambini, o adolescenti, di sfruttare la loro propensione al movimento ed al loro “risentito mentale” in qualità di vero e proprio trampolino di lancio per associare evocati visivi ed uditivi, ossia per la mobilitazione del pensiero logico e creativo.
Parole chiave: Disattenzione, Evocazione, Iperattività nel Tempo e nello Spazio mentali, Irrequietezza, Movimento, Percezione.
Abstract: The lack of genuine attention, respect and listening on the part of the adult world—whether parents, pedagogists, or teachers—together with teachers’ insufficient neuro-pedagogical knowledge of mental activity, gives rise to difficulties in teaching–learning processes. When these difficulties are neither recognized nor addressed, they are labeled in young people with the stigma of hyperactivity and attention-deficit disorder (ADHD), without considering the responsibilities of the school and of the adult world more broadly. The solution is neither chemistry nor psychotherapy, because these children do not need labels or clinical interventions that pathologize them, persuading them to accept the role of mentally ill individuals and further separating them from others. On the contrary, they need inclusion and pedagogical attention; they need an affectively warm form of authority from adults. Schools, moreover, require targeted neuro-pedagogical strategies—that is, strategies that act rigorously at the level of the young person’s mental activity—implementing a “management” of so-called hyperactivity in mental time and space. By promoting awareness of one’s own modes of evocative thinking, this approach enables children and adolescents to harness their inclination toward movement and their “felt mental experience” as a genuine springboard for associating visual and auditory evocations, that is, for the mobilization of both logical and creative thinking.
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