Call for papers 2025. Chi l’ha detto che non si può? Educatori e pedagogisti nei servizi socio-sanitari e della salute
Call for Papers del Numero Monografico 2025 della Rivista Quaderni di pedagogia e pratiche educative dal titolo “Chi l’ha detto che non si può? Educatori e pedagogisti nei servizi socio-sanitari e della salute”.
Quello della presenza degli educatori professionali socio-pedagogici e dei pedagogisti è un tema importante, che riguarda molte decine di migliaia di professionisti che operano in servizi pubblici e privati in convenzione. Nel tempo il sistema dei servizi sociali e socio-sanitari si è andato a strutturarsi su due professioni che condividono la denominazione di “educatore professionale”.
Il tema del “doppio educatore” è problematica nota, che affonda le proprie radici da alcuni decenni. La professione di educatore professionale era entrata nell’università nel 1991 attraverso l’indirizzo di “educatore professionale extrascolastico” nell’ambito della laurea (quadriennale) in scienze dell’educazione; nel 1998 veniva introdotta però, facendo seguito a sperimentazioni di ambito sanitario dei decenni precedenti, la professione sanitaria di “educatore professionale”. Da allora, per molto tempo i laureati in scienze dell’educazione, si erano trovati ad essere sempre la professione cui “mancava qualcosa”. Prima “mancava” una definizione professionale in analogia con il Decreto Bindi del 1998; poi, una volta ottenuta la definizione con la Legge 205/2017 e integrata dalla L. 145/2018, mancava un ordine professionale una volta istituito l’albo degli educatori professionali in capo all’ordine dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie.
Con l’entrata in vigore della legge che istituisce l’ordine delle professioni pedagogiche ed educative il quadro si è andato chiarendo. Due professioni, quella dell’educatore professionale socio-pedagogico e quella dell’educatore professionale socio-sanitario; due lauree (L19 da un lato, Snt/2 dall’altro), due ordini professionali.
Il doppio educatore “asimmetrico” per come si era andato a definire nella normativa antecedente alla Legge 55/2024 si è convertito nel doppo educatore ”simmetrico”, con due professioni con caratteristiche diverse, che operano anche nei medesimi servizi sanitari, ma con centrature e caratteristiche differenti.
La nuova fase richiede un supplemento di riflessione e analisi, su quale sia lo specifico contributo dell’educazione nell’ambito delle molteplici attività che il servizio sanitario mette in campo, e quali siano le differenze tra un approccio di tipo riabilitativo ed un approccio di tipo educativo.
Il numero 2/2025 della rivista Quaderni di pedagogia e pratiche educative sarà un numero monografico intento ad esplorare questi confini. Educatori professionali socio-pedagogici, pedagogisti, studenti, ricercatori e docenti sono invitati a presentare contributi redatti secondo le norme previste dalla Rivista.
La rivista accetta i seguenti contributi:
- ricerche sul campo relative all’attività professionale dei professionisti dell’educazione. Devono avere lunghezza compresa tra i 30.000 e i 45.000 caratteri, inclusi abstract, note, parole chiave e bibliografia
- contributi teoretici e riflessioni su problematiche di interesse connesso con l’attività professionale delle professioni pedagogiche ed educative. In questa categoria potranno essere accolti contributi di provenienza multidisciplinare (pedagogia, scienze sociali, diritto, psicologia) purché riferiti all’attività professionale concreta. I contributi di questo tipo devono avere lunghezza compresa tra i 20.000 e i 30.000 caratteri, inclusi abstract, note, parole chiave e bibliografia
- descrizione di pratiche educative, esperienze e progetti. Devono avere lunghezza inferiore ai 20.000 caratteri, inclusi abstract, note, parole chiave e bibliografia
- recensione di volumi. Devono avere lunghezza inferiore ai 5.000 caratteri. Non devono includere abstract, note, parole chiave e bibliografia e non vengono sottoposti a revisione.
I contributi,, realizzati in italiano e in inglese, dovranno rispettare le modalità di invio previste e dovranno essere inviati entro il 20 novembre 2025 al seguente indirizzo rivista@quadernidipedagogia.it
La selezione sarà effettuata sulla base dei criteri di rilevanza scientifica, di originalità, di chiarezza e di pertinenza al tema della call.