Alessandro Prisciandaro, Presidente nazionale Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani
Un lungo cammino verso il riconoscimento
Il riconoscimento giuridico delle professioni educative e pedagogiche in Italia è il frutto di un percorso lungo, fatto di battaglie culturali, iniziative politiche e conquiste normative.
Dal D.Lgs. 65/2017 sul sistema integrato “0-6 anni”, passando per la Legge 205/2017(cosiddetta “Legge Iori”), fino ad arrivare alla storica Legge 55/2024 che ha istituito l’Ordine delle Professioni Educative e Pedagogiche con i suoi due albi — quello degli Educatori Professionali Socio-Pedagogici (EPSP) e quello dei Pedagogisti — si è compiuto un passaggio fondamentale: dallo stato di invisibilità istituzionale al pieno riconoscimento di un ruolo strategico per la società.
Sentenze della magistratura amministrativa, contratti collettivi nazionali di lavoro (in particolare nel settore socio-sanitario e nei servizi educativi per l’infanzia) e norme regionali hanno progressivamente consolidato la figura professionale, definendone competenze e ambiti di intervento.
L’attuazione: un ingorgo senza fine
Tuttavia, a distanza di oltre un anno dall’entrata in vigore della Legge 55/2024, l’attuazione dell’Ordine è rimasta impantanata. Le procedure di iscrizione, in questa fase affidate ai commissari nominati presso i Tribunali dei capoluoghi di regione, hanno visto un’affluenza senza precedenti: oltre 250.000 professionisti hanno presentato domanda, spesso affrontando code interminabili per rispettare le scadenze.
Ma la gestione delle pratiche si è rivelata un ostacolo enorme:
- Tribunali sovraccarichi e privi di personale dedicato;
- Commissioni costrette a ritmi insostenibili;
- Un sistema di comunicazione e digitalizzazione delle procedure ancora rudimentale.
In questo contesto, le scadenze sono state prorogate già più volte — l’ultima, con la Legge 109/2025, ha spostato il termine per la presentazione delle domande al 31 marzo 2026.
Perché la proroga non risolve nulla
La proroga non è una soluzione, ma un rinvio del problema.
Se nulla cambierà nell’organizzazione, nel marzo 2026 ci troveremo nella stessa identica situazione:
- con migliaia di domande ancora inevase;
- con commissari stremati;
- con il Ministero della Giustizia impegnato su fronti ben più pressanti, come le scadenze PNRR, le riforme da completare, la digitalizzazione dei processi giudiziari ancora in alto mare.
E, come già accaduto, il nostro Ordine rischierà di scivolare in fondo alla lista delle priorità politiche.
Perché questo susseguirsi di norme inconcludenti?
Sorge spontanea una domanda: chi sta governando questo processo epocale che vede, per la prima volta in Italia, la nascita di un Ordine multi-albo delle professioni educative, fino a ieri considerate le “cenerentole” delle professioni sociali?
Si possono fare molte congetture:
- Complotto? Lobby di professioni concorrenti che, dopo aver registrato il fallimento del loro modello, hanno cercato di riversare sull’educativo il loro esubero di competenze e spazi.
- Convenienza economica? Il sistema del welfare regge anche grazie a un esercito di “braccianti del sociale” mal pagati; meglio se senza titoli, perché più ricattabili e disposti ad accettare paghe da fame.
Ma il vero motivo, a ben vedere, è un altro: non c’è un governo del processo istitutivo.
O, meglio, c’è un caotico intervento di tante piccole e poco rappresentative associazioni, una vera “armata Brancaleone” che, con la sua baraonda, impedisce un’azione controllata e un vero governo della fase costitutiva.
L’APEI ha chiesto ufficialmente che ai tavoli ministeriali siano presenti solo le associazioni professionali più rappresentative, riconosciute in precedenza dalla Legge 4/2013.
La scelta del Ministero, invece, è stata quella di invitare tutti — anche le associazioni contrarie all’Ordine — con conseguenze nefaste sotto gli occhi di tutti.
Questa paralisi sta producendo danni gravi:
● Demotivazione e sfiducia tra i professionisti che hanno rispettato tempi e procedure;
● Tensioni nel mercato del lavoro, con datori di lavoro in crisi di reperimento di personale qualificato;
● Rischio di svilimento del valore della professione, con l’apertura a sanatorie che diluiscono il riconoscimento professionale conquistato.
L’Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani (APEI) ha messo sul tavolo una proposta concreta:
● Sgravare i Tribunali dalla gestione delle domande, affidando la prima fase a strutture dedicate e già operative;
● Immettere subito nel mondo del lavoro i professionisti che hanno i requisiti, dando risposta alle esigenze del settore;
● Stabilizzare l’Ordine con procedure snelle e digitalizzate, senza compromettere la qualità delle valutazioni.
Una soluzione che calmerebbe le tensioni del mondo datoriale, ridarebbe fiducia ai professionisti e consentirebbe di far partire davvero l’Ordine, invece di tenerlo bloccato su un binario morto.
Il tempo delle proroghe è finito: ora serve coraggio politico per dare seguito alle promesse e rendere operativo, efficiente e credibile l’Ordine delle Professioni Educative e Pedagogiche.
ped Alessandro Prisciandaro
Presidente Nazionale APEI
Associazione Pedagogisti Educatori Italiani
BOX – Le tappe del riconoscimento delle professioni educative e pedagogiche
| Anno | Provvedimento / Evento | Contenuto rilevante |
| 2017 | D.Lgs. 65/2017 | Istituisce il sistema integrato “0-6 anni” e definisce requisiti professionali per gli educatori nei servizi per l’infanzia. |
| 2017 | Legge 205/2017, commi 594-601 | Riconoscimento della figura dell’Educatore Professionale Socio-Pedagogico e del Pedagogista. |
| 2018 | DM 378/2018 e Nota MIUR 14176/2018 | Specifica i requisiti formativi minimi per lavorare nei servizi educativi per l’infanzia. |
| 2019-2023 | Sentenze TAR e Consiglio di Stato | Consolidano il riconoscimento delle competenze educative nei contesti socio-sanitari e scolastici. |
| 2024 | Legge 55/2024 | Istituisce l’Ordine delle Professioni Educative e Pedagogiche con Albo EPSP e Albo Pedagogisti. |
| 2024 | CCNL Sanità e CCNL Enti Locali | Inseriscono EPSP e Pedagogisti tra i profili professionali riconosciuti. |
| 2025 | Legge 109/2025 (conv. D.L. 90/2025) | Proroga al 31 marzo 2026 la scadenza per le domande di iscrizione. |
