L’Europa ha ragione a preoccuparsi. Ma la risposta non può essere solo normativa: serve una strategia pedagogica.

L’Associazione Pedagogisti Educatori Italiani (APEI) accoglie con favore e condivide la preoccupazione espressa dalla Commissione Europea, che ha contestato a Meta il modello di progettazione di Facebook e Instagram, ritenendolo potenzialmente idoneo a generare comportamenti di dipendenza, soprattutto tra i minori.

Il riconoscimento che il problema non riguarda soltanto i contenuti pubblicati, ma il design stesso delle piattaforme, costruito per trattenere gli utenti online attraverso lo scorrimento infinito, la riproduzione automatica e sistemi di raccomandazione altamente personalizzati, rappresenta un importante cambio di paradigma.

Tuttavia, la sola regolazione tecnologica non sarà sufficiente.

La dipendenza digitale non si combatte esclusivamente modificando gli algoritmi. Si previene costruendo competenze educative, pensiero critico, autonomia, consapevolezza e capacità di autoregolazione.

Per questo l’APEI invita la Commissione Europea ad affiancare alle misure previste dal Digital Services Act una vera Strategia Europea di Educazione Digitale e Benessere Pedagogico.

L’APEI propone cinque azioni concrete

1. Introdurre una Valutazione di Impatto Pedagogico (VIP) per tutte le piattaforme digitali rivolte ai minori, affinché, accanto ai rischi tecnici e giuridici, venga valutato anche l’impatto educativo e relazionale delle scelte di progettazione.

2. Coinvolgere stabilmente pedagogisti ed educatori nei gruppi di lavoro europei che definiscono le politiche sull’Intelligenza Artificiale, sui social network e sui servizi digitali.

3. Finanziare programmi di educazione all’uso consapevole dei social, rivolti non soltanto agli studenti, ma anche alle famiglie, ai docenti, agli educatori e agli adulti.

4. Promuovere il “Benessere Pedagogico Digitale”, riconoscendo che il benessere online non dipende soltanto dalla sicurezza informatica, ma anche dalla qualità delle relazioni, dalla capacità di attenzione, dalla libertà di scelta e dal tempo dedicato alla vita reale.

5. Sostenere la ricerca pedagogica europea sugli effetti educativi, cognitivi e sociali delle piattaforme digitali, valorizzando il contributo delle professioni educative.

Educare è più efficace che proibire

La storia insegna che nessuna tecnologia è mai stata resa innocua soltanto attraverso divieti o sanzioni.

La vera prevenzione nasce dall’educazione.

Non basta progettare piattaforme meno addictive: occorre formare cittadini più consapevoli.

La questione non riguarda soltanto la salute mentale, ma la qualità dello sviluppo umano, delle relazioni, della partecipazione democratica e della crescita delle nuove generazioni.

Per questo l’APEI ribadisce che il contrasto alle dipendenze digitali deve diventare una priorità pedagogica europea.

L’Europa ha aperto un dibattito importante.

Ora è il momento di riconoscere che, accanto agli ingegneri, ai giuristi, agli psicologi e agli informatici, serve anche la voce della pedagogia.

Perché una tecnologia davvero innovativa non è quella che trattiene più persone davanti a uno schermo.

È quella che aiuta le persone a vivere meglio.

Associazione Pedagogisti Educatori Italiani – APEI
Per un’Europa che metta l’educazione al centro dell’innovazione.

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  1. Buongiorno a tutti, da Educatrice Professionale sociopedagigica,Pedagogista e socia Apei, non posso fare altro che concordare con le proposte dell’Apei : Vietare ,proibire non sono proposte efficaci. Serve EDUCAZIONE,servono i professionisti dell’educazione (Educatori Professionali sociopedagigici e Pedagogisti) cheeducano a sviluppare le corrette competenze per i social network. In una società come la nostra , la velocità è a portata di un click. Vuoi qualcosa? Ordina in un click, l’intelligenza artificiale che sicuramente è progresso , ma tutti questi strumenti ci hanno reso più fragili e più soli, riprendiamoci la pedagogia, il tempo , prezioso per sentire , osservare , comprendere e ascoltare.

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