Il Manifesto APEI per l’autonomia, la dignità e la democrazia delle professioni pedagogiche ed educative
FIRMA QUI IL MANIFESTO APEI:
A cura della Presidenza Nazionale APEI
C’è un momento nel quale una comunità professionale deve scegliere se limitarsi ad assistere alle decisioni che la riguardano oppure far sentire con chiarezza la propria voce.
Per i pedagogisti e gli educatori professionali socio-pedagogici italiani quel momento è arrivato.
La Legge 15 aprile 2024, n. 55, recante “Disposizioni in materia di ordinamento delle professioni pedagogiche ed educative e istituzione dei relativi albi professionali”, ha rappresentato il punto di arrivo di un percorso durato decenni. Ha riconosciuto legislativamente le nostre professioni, ne ha definito funzioni, responsabilità, requisiti, autonomia e ha istituito l’Albo dei pedagogisti e l’Albo degli educatori professionali socio-pedagogici.
Non si è trattato di una conquista di una parte politica.
Il 9 aprile 2024 il Senato approvò definitivamente la legge con 129 voti favorevoli, nessun voto contrario e 5 astensioni. Maggioranza e opposizioni, pur provenendo da culture politiche differenti, riconobbero insieme la necessità di dare finalmente un ordinamento alle professioni pedagogiche ed educative.
È proprio questo dato che oggi non può essere dimenticato.
Una legge che non ha ancora avuto il tempo di vivere
La Legge 55/2024 è ancora nella delicatissima fase della sua prima attuazione.
Migliaia di pedagogisti ed educatori hanno presentato le domande di iscrizione. I commissari nominati presso i Tribunali hanno lavorato alla costituzione degli elenchi. Migliaia di professionisti hanno prodotto documenti, sostenuto spese e atteso che si completasse finalmente il percorso verso la costituzione degli Ordini territoriali.
Prima ancora che questo processo possa arrivare al suo naturale compimento, il Governo ha però presentato il DDL Senato n. 1712, a firma del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, che interviene profondamente sull’architettura della Legge 55/2024. Il provvedimento, presentato il 6 novembre 2025, è oggi in corso di esame presso la 2ª Commissione permanente Giustizia del Senato.
Il testo non contiene semplici correzioni tecniche.
Interviene sulla struttura degli Albi, sulla governance dell’Ordine, sulle modalità di elezione degli organismi territoriali e nazionali, sul sistema disciplinare e sui rapporti tra le differenti figure educative. Il testo originario del DDL prevede, tra l’altro, il passaggio dai due Albi previsti dalla Legge 55/2024 a un unico Albo delle professioni pedagogiche ed educative articolato in due sezioni.
Modifica inoltre radicalmente il Consiglio nazionale: la Legge 55/2024 prevede che esso sia composto dai presidenti degli Ordini regionali e delle Province autonome; il DDL 1712 propone invece un Consiglio nazionale di 25 componenti eletti dai Consigli territoriali, secondo criteri proporzionali.
Sono scelte politiche e ordinamentali sulle quali è legittimo discutere. Ma proprio perché riguardano la democrazia interna, l’identità e l’autonomia futura di decine di migliaia di professionisti, non possono essere considerate semplici aggiustamenti amministrativi.
Gli ultimi emendamenti del Governo aumentano le preoccupazioni
Nel corso dell’esame parlamentare il Governo ha inoltre presentato gli emendamenti 1.300, 1.301 e 2.300.
Particolarmente rilevanti sono i primi due.
L’emendamento 1.300 prevede, all’interno delle sezioni dell’Albo, uno specifico elenco per coloro che esercitano la professione con rapporto di lavoro subordinato, con contribuzione ridotta e un differente regime relativo alla formazione professionale.
L’emendamento 1.301 interviene invece sul potere disciplinare nei confronti degli iscritti a tale elenco, attribuendo un ruolo centrale al datore di lavoro, pur conservando alcune competenze disciplinari dell’Ordine.
Per APEI queste disposizioni pongono interrogativi molto seri.
Può l’autonomia professionale dipendere dalla forma contrattuale attraverso la quale il professionista esercita?
Può esistere una differente condizione ordinistica tra chi svolge la stessa professione come autonomo e chi la esercita come dipendente?
Quale sarà, in questo quadro, l’effettivo spazio dell’autonomia scientifica e della responsabilità deontologica che la stessa Legge 55/2024 riconosce alle professioni?
Sono questioni che meritano ben più di una frettolosa approvazione.
Il 9 settembre il DDL torna in Commissione
La questione è diventata urgente.
La 2ª Commissione Giustizia ha nuovamente inserito il DDL 1712 nel proprio ordine del giorno per le sedute del 9 e 10 settembre 2026, con relatrice la senatrice Susanna Donatella Campione.
È dunque possibile che nelle prossime sedute si entri nella fase decisiva dell’esame degli emendamenti.
APEI ritiene necessario che il Parlamento, prima di modificare così profondamente la Legge 55/2024, ascolti nuovamente la comunità professionale.
Non chiediamo che una legge venga considerata intoccabile.
Ogni norma può essere migliorata.
Chiediamo però una cosa molto diversa:
correggere non significa demolire.
Il dissenso di APEI
APEI ha espresso fin dall’inizio una posizione critica nei confronti dell’impianto del DDL 1712.
E non possiamo nascondere la nostra preoccupazione davanti al sostegno che il provvedimento ha ricevuto da alcune associazioni e aggregazioni del settore pedagogico.
Rispettiamo tutte le organizzazioni professionali e il loro diritto ad avere posizioni differenti dalle nostre.
Ma riteniamo sbagliata una concezione della rappresentanza nella quale interlocuzioni circoscritte possano essere presentate come espressione dell’intera comunità professionale.
Nessuna associazione può parlare da sola a nome di tutti. Nemmeno APEI.
Proprio per questo chiediamo confronto, pluralismo e partecipazione.
E soprattutto chiediamo che siano direttamente i professionisti a poter scegliere democraticamente i loro rappresentanti.
L’Ordine non deve appartenere alle associazioni.
Non deve appartenere alle università.
Non deve appartenere ai Ministeri.
L’Ordine deve appartenere ai professionisti.
NASCE IL MANIFESTO APEI
“DIFENDIAMO LA LEGGE 55/2024”
Per queste ragioni APEI promuove una mobilitazione nazionale e presenta pubblicamente il Manifesto per la difesa della Legge 55/2024.
Non è un documento riservato agli associati APEI.
È un appello aperto a pedagogisti, educatori professionali socio-pedagogici, educatori dei servizi educativi, studenti, ricercatori, docenti universitari, coordinatori, operatori dei servizi, organizzazioni, enti e cittadini.
Il Manifesto si fonda su alcuni principi essenziali.
1. Difendere il riconoscimento delle professioni
Pedagogista ed Educatore Professionale Socio-Pedagogico sono professioni con differenti livelli formativi, competenze e responsabilità.
La loro collaborazione non richiede la cancellazione delle rispettive identità.
2. Difendere gli Albi professionali
La Legge 55/2024 ha istituito l’Albo dei pedagogisti e quello degli educatori professionali socio-pedagogici.
Chiediamo che ogni modifica garantisca con chiarezza identità, riconoscibilità e pari dignità delle professioni.
3. Difendere l’autonomia professionale
Il professionista deve rispondere alla legge, alla deontologia e alle proprie competenze scientifiche.
Il rapporto di lavoro subordinato non può cancellarne l’identità professionale né trasformare l’autonomia scientifica in semplice dipendenza gerarchica.
4. Difendere la democrazia dell’Ordine
Gli iscritti devono poter scegliere realmente i propri rappresentanti.
Gli Ordini territoriali devono conservare un ruolo sostanziale e non diventare semplici articolazioni amministrative di un sistema centralizzato.
5. Difendere il pluralismo
Le istituzioni devono ascoltare tutte le componenti della comunità pedagogica ed educativa.
Nessun cartello associativo può sostituirsi alla pluralità dei professionisti.
6. Completare finalmente l’attuazione della Legge 55/2024
Dopo due anni di domande, documentazione, lavoro dei commissari e attese dei professionisti, chiediamo che il percorso avviato venga portato a compimento.
Prima di riscrivere completamente la Legge 55/2024, consentiamole di vivere.
7. Aprire un vero confronto nazionale
Chiediamo alla Commissione Giustizia, al Ministro Nordio e al Parlamento di aprire un confronto trasparente con pedagogisti ed educatori prima di adottare modifiche irreversibili.
FIRMARE È PRENDERE POSIZIONE
Da questi principi nasce la raccolta nazionale di firme promossa da APEI.
Firmare il Manifesto non significa aderire a un’associazione.
Significa affermare che il futuro delle professioni pedagogiche ed educative non può essere deciso senza pedagogisti ed educatori.
Significa chiedere al Parlamento di preservare ciò che nella Legge 55/2024 rappresenta una conquista storica e, laddove siano necessarie correzioni, di realizzarle senza comprometterne i principi fondamentali.
Significa ricordare alle istituzioni che dietro le norme non ci sono categorie astratte.
Ci sono migliaia di educatori che lavorano ogni giorno con bambini, adolescenti, persone con disabilità, famiglie, anziani, persone fragili e comunità.
Ci sono pedagogisti che progettano, coordinano, supervisionano, fanno ricerca e costruiscono interventi educativi.
Ci sono studenti che stanno investendo il proprio futuro in queste professioni.
C’è una comunità che per decenni ha chiesto di essere riconosciuta.
Oggi quella comunità deve farsi sentire.
Chiediamo a tutti di firmare.
Non importa l’appartenenza associativa.
Non importa la provenienza accademica.
Non importa l’orientamento politico.
La Legge 55/2024 appartiene alla storia delle nostre professioni.
E il loro futuro riguarda tutti noi.
DIFENDIAMO LA LEGGE 55/2024
Firma il Manifesto APEI.
Condividilo.
Fallo conoscere nei servizi, nelle università e nei luoghi di lavoro.
Chiedi ai colleghi di firmare.
Perché migliorare una legge è possibile.
Cancellarne le conquiste, no.
8 Responses
Ci sono!! E lotterò con voi
Concordo con APEI e chiedo che venga riconosciuta la nostra fondamentale figura nell attuale sistema educativo, che ne ha veramente bisogno.
È il momento di dare dignità a autonomia alle professioni pedagogiche.
Buon pomeriggio a tutti, da Educatrice Professionale sociopedagigica,Pedagogista e socia Apei, concordo pienamente con le tesi di Apei. Noi professionisti dell’educazione non chiediamo privilegi,ma solo riconoscimento professionale e tutela dei nostri diritti. Il 15 Aprile del 2024 la legge n 55 è stata approvata all’ unanimità dal Parlamento Italiano, un unico ordine e due albi, uno per gli Educatori Professionali sociopedagigici e uno per i Pedagogisti. Non chiediamo l’intoccabilità,ma che non sia distrutta una conquista importante che attendiamo da decenni. I professionisti dell’educazione sono professionisti come tutti gli altri, noi non vogliamo spezzatini o smembramenti e neanche che la politica o il governo di turno possa decidere sui rappresentanti. L’ ordine è dei professionisti. È indispensabile che si attui la legge Senza stravolgerla, e chi si eleggano rappresentanti per ogni Regione, democraticamente.
Condivido pienamente!!!
Dopo due anni di attesa è semplicemente inconcepibile che si prosegua con continue proroghe per la presentazione delle domande di iscrizione agli elenchi che dovranno costituire l’Ordine.
Proroghe che, evidentemente, sono funzionali al disegno di smantellamento e depotenziamento della L. 55…..
Buon pomeriggio a tutti, da Educatrice Professionale sociopedagigica,Pedagogista e socia Apei, concordo pienamente con le tesi di Apei. Noi professionisti dell’educazione non chiediamo privilegi,ma solo riconoscimento professionale e tutela dei nostri diritti. Il 15 Aprile del 2024 la legge n 55 è stata approvata all’ unanimità dal Parlamento Italiano, un unico ordine e due albi, uno per gli Educatori Professionali sociopedagigici e uno per i Pedagogisti. Non chiediamo l’intoccabilità,ma che non sia distrutta una conquista importante che attendiamo da decenni. I professionisti dell’educazione sono professionisti come tutti gli altri, noi non vogliamo spezzatini o smembramenti e neanche che la politica o il governo di turno possa decidere sui rappresentanti. L’ ordine è dei professionisti. È indispensabile che si attui la legge Senza stravolgerla, e chi si eleggano rappresentanti per ogni Regione, democraticamente.
concordo pienamente con Apei. c’è la necessità di dare dignità, riconoscenza e autonomia a chi tanto si è impegnato nel portare avanti tale professione con umiltà ed impegno.
concordo pienamente con APEI